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l'opera si racconta

 

Museo di Capodimonte

L’OPERA SI RACCONTA

La Parabola dei ciechi. Poema per orchestra di Stefano Gargiulo

Dal 17 novembre 2017

 

Venerdì 17 novembre 2017 ore 17.30 (Sala 6, primo piano) si inaugura al Museo e Real Bosco di Capodimonte La parabola dei ciechi. Poema per Orchestra di Stefano Gargiulo nell'ambito del ciclo espositivo L’Opera si Racconta dedicato alla tela La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio.

L’Opera si Racconta è un ciclo espositivo di mostre-focus del Museo e Real Bosco di Capodimonte che intende dar voce a dipinti, sculture e oggetti d’arte per far rivivere le collezioni nel mondo d’oggi. Di volta in volta, un capolavoro delle collezioni sarà presentato al pubblico, dialogando e confrontandosi con altre opere, su una specifica tematica. Capodimonte custodisce 47mila opere, migliaia di storie che attendono soltanto di essere raccontate, luoghi e aneddoti, segreti del mestiere che svelano la complessità dell’opera, protagonista assoluta in uno spazio dedicato: la sala 6. L'esposizione rientra nel calendario di eventi “Capodimonte dopo Vermeer”, finanziato con fondi POC della Regione Campania.

Il giovane compositore napoletano Stefano Gargiulo ha tradotto in musica il celebre capolavoro fiammingo di Bruegel strutturandolo in tre movimenti: Il passo (la morte); La caduta (il peccato); Lo sforzo (la fede). Il visitatore avrà modo, dunque, di vedere la pittura e, nello stesso momento, di ascoltarne la storia in musica: il pesante passo del cieco, poi la caduta vissuta come un peccato, la cecità come punizione divina per l'allontanamento dalla casa di Dio (la Chiesa sullo sfondo della tela) e, infine, la fede con note più acute rivolte al cielo come il capo dei viandanti ciechi rivolto verso l'alto; lo sforzo umano per continuare il proprio cammino verso la fede. Sarà possibile ascoltare il Poema per Orchestra di Stefano Gargiulo in filodiffusione nella sala 6 per tutto il periodo di esposizione della tela La parabola dei ciechi di Bruegel.

Dopo aver ascoltato una composizione di Stefano Gargiulo ispirata al Bosco di Capodimonte, ho deciso di incontrarlo per proporgli una sfida: comporre un altro brano, questa volta ispirato ad una pittura del Museo di sua scelta – afferma il direttore Sylvain Bellenger - La melodia sarebbe stata la chiave di lettura della tela. Tra le possibili scelte gli avevo indicato La Parabola dei ciechi di Bruegel, anticipandogli che sarebbe stata una delle opere più complesse da rendere in musica. La sua scelta, indubbiamente coraggiosa, è ricaduta proprio su quest’ultima”.

Quando mi è stato chiesto di comporre un brano ispirato a una pittura, ho subito pensato che la cosa migliore da fare fosse non leggere alcun commento esplicativo dell’opera, evitando così che la mia ispirazione potesse essere influenzata – ha affermato il compositore Stefano Gargiulo - Mi sono concentrato sui dettagli della tela: i piedi dei protagonisti, la posizione del primo personaggio che cade, avente i piedi rivolti verso lo spettatore e lo sguardo verso la chiesa e i diversi tipi di cecità rappresentati dal pittore. Mi sono bendato e resomi cieco ho provato a camminare per la stanza. Ho sentito dentro di me le sensazioni che avevano potuto provare i personaggi e quando mi sono tolto la benda, le ho trascritte in musica”.

Stefano Gargiulo (Napoli, 17 marzo 1981)
“Miglior album di musica strumentale dell’anno” - Netherworld al Los Angeles Music Awards 2014; “Miglior colonna sonora” per il film “The Loot” all’Hollywood International Moving Pictures Film Festival (2016), al Chandler International Film Festival (2016) e al Paris Art and Movie Awards (2017). Questi sono solo alcuni dei numerosi riconoscimenti collezionati dal compositore partenopeo nel corso della sua carriera. Il suo amore per la musica nasce all’età di 16 anni, quando riceve in dono la sua prima chitarra elettrica. In un primo momento le sue composizioni sono influenzate dal grunge e dal rock degli anni ’90, per spaziare poi alla musica etnica/folk, ai compositori di Hollywood e ai grandi autori classici. La sua continua ricerca e il desiderio di scoprire quali siano le possibilità comunicative di ogni strumento musicale lo hanno portato a saper suonare non solo la chitarra, ma anche il basso, il pianoforte, il violino, le percussioni, il mandolino e numerosi altri strumenti a fiato di piccole dimensioni.

 

 

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