<strong>NAPOLI NAPOLI</strong></p><h3>21 settembre 2019/19 settembre 2021<br/>Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sala Causa</h3><strong>Dalla natura alla pittura<br/>di lava, porcellana e musica</strong>

NAPOLI NAPOLI

21 settembre 2019/19 settembre 2021
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sala Causa

Dalla natura alla pittura
di lava, porcellana e musica
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La mostra Napoli Napoli, di lava, porcellana e musica è prorogata fino al 19 settembre 2021, ovvero subito dopo Pasqua del prossimo anno, per consentire a un numero sempre maggiore di persone di poter visitare un’esposizione che celebra la bellezza della città di Napoli nel ‘700, nella musica e nell’arte” – afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger.
“Un’esposizione molto apprezzata dal pubblico. Abbiamo deciso di prorogarla per dare una risposta positiva alla richiesta di tanti visitatori bloccati dal doloroso lockdown. I commenti pieni di stupore lasciati sul libro d’oro della mostra, e quelli ricchi di entusiasmo della stampa e sui social ci hanno spinto a prorogarne la durata fino al prossimo anno per offrire la possibilità di visitarla a chi ancora non lo ha fatto a causa del lockdown”.


© photo Luciano Romano 2019

Apre il 21 settembre 2019 al Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, a cura di Sylvain Bellenger (21 settembre 2019 – 06 aprile 2021), realizzata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte con il Teatro di San Carlo di Napoli, in collaborazione con l’associazione Amici di Capodimonte ets, con la produzione e organizzazione della casa editrice Electa. Le 18 sale dell’Appartamento Reale sono riproposte in una spettacolare e coinvolgente scenografia, ideata da Hubert le Gall, artista e scenografo francese di fama internazionale. Come la regia di un’opera musicale, saranno il palcoscenico d’eccezione sul quale andranno in scena il Teatro di San Carlo, con più di 150 costumi realizzati da firme prestigiose (da Ungaro e Odette Nicoletti) sapientemente selezionati dalla direttrice della sartoria Giusi Giustino, le porcellane delle collezioni di Capodimonte e la musica, selezionata da Elsa Evangelista e Alessandro De Simone, vero filo conduttore della mostra. Un’esposizione con oltre 1000 oggetti, 300 porcellane, strumenti musicali del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dipinti, oggetti d’arte e di arredo e animali tassidermizzati oggi conservati al Museo Zoologico di Napoli (oggi confluito nel Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università Federico II di Napoli).


© photo Luciano Romano 2019

L’allestimento racconterà la storia di Napoli capitale del Regno nel corso del Settecento e oltre, dagli anni di Carlo di Borbone a quelli di Ferdinando II, come una favola. Scene della vita quotidiana caratterizzate da estrema raffinatezza estetica e gioia esistenziale ma che hanno come sottofondo il passaggio del potere, i cambiamenti della storia, delle mode e dei gusti estetici. Il visitatore potrà immergersi in un mondo incantato e, grazie all’uso di cuffie dinamiche, potrà ascoltare le musiche (da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, da Leonardo Leo a Niccolò Jommelli) selezionate per i vari temi artistici di ciascuna sala.

“Napoli è l’unica città d’Europa ad avere davvero l’atmosfera di una capitale: il movimento, l’affluenza di persone, la grande quantità di servitori e il frastuono che ne consegue; una corte bene organizzata e decisamente brillante, il seguito e lo sfarzo dei gran signori: tutto contribuisce a darle quell’aspetto vivace e animato che hanno Parigi e Londra. Il basso popolo è turbolento, la borghesia frivola, l’alta nobiltà fastosa…”
(Charles de Brosses, 1740)


© photo Luciano Romano 2019

Si entra in scena attraversando il trompe-l’oeil dedicato al Teatro di San Carlo dell’artista Tommaso Ottieri. Si inizia con la musica sacra di Pergolesi e lo Stabat Mater, poi con la profana si rende omaggio a Napoli capitale della musica con Cimarosa e PaisielloLouise Nicolas Lemasle raffigura le Nozze della principessa Maria Carolina di Borbone con il duca di Berry, del 1816, in cui si riconosce proprio il maestro Paisiello. Si racconta il ‘trasloco’ della famiglia Murat e il ritorno dei Borbone al potere, dopo l’esilio palermitano. Ampio spazio è riservato al Grand Tour nato dalle epocali scoperte di Ercolano nel 1738 e di Pompei nel 1748, espressione di una civiltà classica sofisticata che si raccontava nella sua quotidianità, scenograficamente riproposto da Hubert Le Gall nel salone Camuccini con sculture di Righetti, biscuit di Tagliolini, bronzetti della fonderia Chiurazzi, terraglie e porcellane Del Vecchio e Giustiniani, vasi archeologici della collezione De Ciccio, e manichini che indossano i costumi di scena di Emanuel Ungaro. E poi ancora l’Egittomania, le Chinoiseriescon lo spettacolare boudoir cinese della regina Maria Amalia portato a Capodimonte nel 1865 dalla reggia di Portici.


Foto di Giovanna Garraffa
Foto di Giovanna Garraffa
© photo Luciano Romano 2019


I reperti provenienti dal Real Museo Mineralogico e dal Museo Zoologico raccontano gli studi di mineralogia e vulcanologia – primi esempi dell’interesse illuministico per la catalogazione come approccio alla conoscenza – che incantarono l’ambasciatore di Inghilterra lord Hamilton e che oggi sono confluiti nel Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università Federico II di Napoli. Anche gli animali, presenti in esemplari tassidermizzati, provengono dal Museo Zoologico dell’Università Federico II di Napoli. Le specie provenienti dal Bosco di Capodimonte aiutano ad individuare una rappresentazione della fauna locale nel primo ‘900: lo Sparviere, il Falco cuculo, il Gufo reale, il Lodolaio, molti dei quali a rischio estinzione, e la Volpe, ancora oggi abitualmente avvistata nel sito reale. Molti di questi uccelli, esposti in una grande voliera che occupa la sala, sono raffigurati sui principali servizi di porcellana e terraglia delle Manifatture di Napoli che competevano, per maestria, con quelle di Vienna e di Sèvres. Si comprende, così, che un servizio da tavola è anche un catalogo naturalistico della fauna del Regno, come nel servizio di Carditello, storica fattoria e tenuta di caccia reale, finemente decorato con uccelli del Bosco.


© photo Luciano Romano 2019

“Se mi propongo di scrivere parole, sono sempre immagini quelle che sorgono ai miei occhi: della terra feconda, del mare immenso, delle isole vaporose, del vulcano fumante; e per rappresentare tutto ciò mi mancano gli strumenti adatti.
(Goethe, 1787)


© photo Luciano Romano 2019

Immancabile protagonista, il Vesuvio è narrato in pittura nelle sue più importanti eruzioni ed è testimoniato dai reperti minerari esposti: vesuvianite, granato, leucite, lazurite, ematite e altri. Le porcellane, quasi in rivalità con la natura, illustrano il sublime del Vesuvio.
Nel Salone delle Feste trionfa, con una sala a lui dedicata, il personaggio ermafrodita di Pulcinella, protagonista della commedia dell’arte settecentesca. Comico e tragico, ingenuo e scaltro, approfittatore e generoso, sbeffeggiatore del potere che, proprio con il suo ermafroditismo, sovverte la rigida e tradizionale organizzazione sociale dei sessi, autofecondandosi partorisce altri Pulcinella: il trionfo ironico della vita. Muore Pulcinella e passa la maschera, come succede per la Corona reale. Pulcinella, proprio come il re, non può morire. Morto il re, viva il re. Morto Pulcinella, viva Pulcinella. E ancora… il gioco, la moda e le parrucche, le feste raccontano il sentimento di vivere della corte e della plebe rumorosa, dei lazzari che non rinunciano ad adornarsi e a sedurre. Non a caso, i più lussuosi costumi della collezione del San Carlo sono quelli dei lazzari di Odette Nicoletti per L’osteria di Marechiaro di Giovanni Paisiello, messa in scena nella stagione 2001-2002 per la regia del M° Roberto De Simone.


© photo Luciano Romano 2019


L’ultima sala ospita videoproiezioni dell’artista Stefano Gargiulo / Kaos Produzioni che riporta su quattro grandi monitor immagini della Napoli di ieri e di oggi, scene delle principali opere tratte dall’archivio storico del Teatro San Carlo, molte delle quali sotto la direzione artistica del M° De Simone (maggio 82 – dicembre 87) e poi Capodimonte, reggia e museo, sintesi di quella Napoli del Settecento ancora capitale delle arti. È questa l’atmosfera unica che la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica vuole ricreare, un viaggio multisensoriale all’interno della Reggia borbonica, trasformata per l’occasione in un vero e proprio spettacolo teatrale, nato dall’incontro tra la musica e le arti applicate. Una mostra che celebra l’unità delle arti.


Carosello Napoletano di Stefano Gargiulo

Scopri tutto sulla mostra nella pagina dedicata.

http://www.napolilavaporcellanaemusica.it/index.php/it/

Biglietti

L’emergenza sanitaria da Covid-19 e le prescrizioni per ridurne il contagio hanno portato la direzione del Museo e Real Bosco di Capodimonte a creare un’app dedicata alla prenotazione obbligatoria dei biglietti e all’ascolto delle musiche della mostra Napoli Napoli, di lava, porcellana e musica, quest’ultima vero filo conduttore di tutto il racconto e dell’allestimento.

Acquisto del biglietto on line sul sito www.coopculture.it e tramite l’app Capodimontescaricabile gratuitamente sul proprio smartphone da Playstore (https://play.google.com/store/apps/details?id=it.coopcultureitalia.app.capodimonte&hl=it) e Appstore (https://apps.apple.com/us/app/capodimonte/id1524460860) e consente di poter riascoltare le musiche, anche una volta terminata la visita.

In esecuzione delle misure nazionali di prevenzione rischio contagio da Covid-19 (DPCM del 4 marzo 2020) è sospeso l’utilizzo di dispositivi e delle cuffie dinamiche indispensabili per la completa fruizione dell’esposizione concepita come un viaggio musicale nella Napoli del Settecento ma è possibile accedere ai contenuti musicali attraverso l’app scaricabile e utilizzabile anche lontano dal museo.

Come arrivarci
Bus: ANM 178, 168, 604, C63, 3M