<br/><strong>SANTIAGO CALATRAVA<br/>Nella luce di Napoli</strong><br/>Inaugurata la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco ridecorata da Calatrava<br/><br/><h3>6 luglio 2021<br/>Museo e Real Bosco di Capodimonte<br/><br/>venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00<br/>(ultimo accesso alle ore 15.30)</h3></p>


SANTIAGO CALATRAVA
Nella luce di Napoli

Inaugurata la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco ridecorata da Calatrava

6 luglio 2021
Museo e Real Bosco di Capodimonte

venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00
(ultimo accesso alle ore 15.30)

  • Categoria dell'articolo:MOSTRE

Un momento storico ed emozionante per Capodimonte e la città di Napoli: riapre al pubblico la storica Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco di Capodimonte. L’intervento decorativo globale dell’architetto valenciano Santiago Calatrava è un omaggio alla “luce di Napoli” e all’artigianato artistico locale.

“Un’opera d’arte globale in cui diverse arti (porcellana, tessitura, smaltatura, pittura) convergono in un lavoro autonomo che parla dal passato al presente verso il futuro”

(Santiago Calatrava, 2020)

La riapertura è stata accompagnata dalla musica dell’organo, anch’esso oggetto di restauro, sulle note della Petite Messe Solennelle di Giacomo Rossini, suonate dalla musicista Francesca Dal Lago e accompagnate dalla voce del Teatro di San Carlo, Paola Tedesco.

La Chiesa così ridecorata completa la mostra “Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli” (fino al 22 agosto 2021), che ha portato al Museo e Real Bosco di Capodimonte quattrocento opere – sculture, disegni, maquette – di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Un’esposizione curata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei POC Programma Operativo Complementare 2014-2020, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, e realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava e lo Studio Alvino.

L’intervento dell’artista Calatrava rilegge completamente lo spazio, dalle vetrate al soffitto decorato di stelle in porcellana, alle nicchie con disegni e installazioni in porcellana ispirate ai valori del Real Bosco di Capodimonte, con una nuova illuminazione e nuovi arredi: le preziose sete di San Leucio diventano paramenti d’altare, mentre vasi e candelabri realizzati dall’artista insieme agli studenti e ai maestri artigiani dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli decorano la cappella.

Nella Chiesa di San Gennaro, Calatrava ha agito sulla totalità dello spazio trasformandolo visualmente, cromaticamente e spiritualmente, rendendo omaggio alla storica tradizione artigianale della Campania: la porcellana della Manifattura di Capodimonte, le sete di San Leucio, le vetrate artistiche di Vietri sul Mare.

L’intervento decorativo, diretto e coordinato dall’ing. Vito Alvino di Salerno che da anni collabora con lo studio Calatrava, è concepito per essere un’ “opera viva”, capace di trasmettere pace e gioia e di mettere l’essere umano e la sua percezione della natura al centro di uno spazio sacro. La chiesa tornerà a vivere come luogo di culto e di socialità, come già in passato. Risuoneranno le note dell’antico organo restaurato e la campana scandirà nuovamente gli orari di chiusura e apertura del Bosco. Gli interventi di restauro sono stati realizzati dall’azienda Vincenzo Modugno s.r.l.

All’inaugurazione erano presenti il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna, il Segretario Generale del MiC Salvatore Nastasi, Marta Ragozzino (Direzione Regionale dei Musei della Campania), il Direttore di Palazzo Reale Mario Epifani,  il Sovrintendente Sabap Luigi La Rocca, l’artista Mimmo Jodice con la moglie Angela, gli artisti Marisa Albanese e Diego Cibelli, il Presidente dell’associazione Amici di Capodimonte Errico di Lorenzo, la Presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee-Museo Madre Angela Tecce. Per la Regione Campania Rosanna Romano (Dirigente Politiche Culturali) e gli Assessori Lucia Fortini (Scuola) e Armida Filippelli (Formazione) insieme ai vertici Scabec Francesca Maciocia e Teresa Armato. Presente anche Luisa Franzese per la Direzione Scolastica Territoriale, il Presidente della Gesac Roberto Barbieri. Presenti il notaio Fabrizio Pascucci, membro del Cda di Capodimonte per l’Advisory board del Museo, il presidente Giovanni Lombardi e l’antropologa Mariella Pandolfi.

La chiesa, opera dell’architetto e scenografo Ferdinando Sanfelice (1675-1748), fu costruita nel 1745 per volere di re Carlo di Borbone, come recita l’iscrizione in marmo che campeggia sulla facciata d’ingresso. L’interno ha conservato l’impianto ovale originario con decorazioni sobrie, in linea con la destinazione del luogo sacro: la chiesa era infatti stata destinata a parrocchia (1776) della “gente campereccia e dedicata ai lavori mercenari” che abitava il Bosco al tempo di Carlo. Sull’altare maggiore è un olio su tela attribuito a Francesco Solimena, amico del Sanfelice (1657-1747) raffigurante il santo protettore. Recentemente l’attribuzione è stata ripensata e la tela legata al nome di Leonardo Olivieri (1689-1750?), un allievo del pittore. La cappella è stata luogo di culto per la comunità di Capodimonte fino al 1970, ovvero alla morte del parroco Domenico La Gamba, ultimo sagrestano e custode della Chiesa.